Carbonara: l’importante è l’happy ending

L’importante é che tutto finisca bene

C'era una volta una carbonara:
bistrattata, incompresa
dalle origini incerte e dal futuro sconosciuto
ma che piaceva davvero tanto, a tutti, sempre.

Molto ma molto tempo fa nelle cucine meno luccicanti d’Italia, quelle che lavoravano in prevalenza con turisti poco ferrati oppure stranieri desiderosi di “mangiare all’italiana” si cucinava un po’ così.
A spanne.
Spesso non esisteva nemmeno lo chef, ma un cuoco veterano che “subiva” oltre alla sua situazione palesemente inadeguata, anche le direttive astruse del patron.

Da queste cucine anni 70-80 ( fino agli inizi degli 80 perché dalla metà in poi è tutta un’altra storia ) uscivano soluzioni gastronomiche di pura avanguardia tipo i tortellini ( nemmeno freschi ma quelli secchi duri in sacchetti da 350 g ) con la panna e il prosciutto, le cotolette alla milanese di maiale ( fritte in friggitrice ), il cocktail di scampi ma fatto con le code di gambero e la carbonara ( da esportazione ) con la pancetta affumicata il parmigiano le uova intere e la panna.

Attenzione SPOILER!

E qui devo fare outing.
Ebbene si anche io ho cucinato “carbonare avanguardiste da esportazione”.

Ne ho cucinate davvero tantissime così come tanti altri miei colleghi del tempo. Agli stranieri piaceva, la richiedevano così.
Pure gli italiani ne andavano matti, tranne i laziali e i romani che ovviamente avevano colpi apoplettici alla sola vista del menu.

Però per l'epoca la cosa non era poi così grave.

Eravamo agli albori delle italiche stelle ristorantizie, le guide più in voga erano quelle della S.I.P. ( nota per i più giovani : società italiana per l’esercizio telefonico) gli influencer del cibo non esistevano nemmeno come concetto, internet ( eh?!!? ) se volevi telefonare ti procuravi un gettone ( e una cabina telefonica ) ed il massimo della cucina in tv era la coppia Ave Ninchi – Luigi Veronelli . Che era mille volte meglio di tanti programmi del food dei tempi moderni.

Tutto questo accadeva in un multiverso fa ormai irripetibile ma su cui tornerò prossimamente con altre iperboliche e mirabolanti avventure.

Oggi la carbonara è tornata prepotentemente di moda e per moda intendo dire “modaiola”, ma lei rimane sempre Lei e oggi come allora in barba alla romana tradizione ci si mettono pure gli stellati a “reinterpretarla”.

Solo che che negli 80' non esistevano ancora
termini come,"reinventare", "destrutturare",
"rivisitare","reinterpretare"
e tanti altri "are" ancora.

Ora si per cui la “Carbo” la si fa con l’aglio, oppure in brodo, o di pesce.
Va tutto bene, niente panico, fa tuto parte dello spettacolo.

Si perché oggi la cucina è anche questo e non c’è davvero nulla di male, anzi. Fa parte dell’evoluzione della cucina e finché le cucine sforneranno prelibatezze per ogni palato potremo anche andare a casa questa sera e cucinarci una succulentissima fottutissima…

“Carbonara avanguardista”.

Scarica la ricetta della vera ed unica carbonara !