Catturare l’attenzione e coltivare la curiosità.

attenzione & curiosità

Cucinare ed insegnare.
Due azioni davvero molto difficili, la seconda secondo me ancora più della prima perché ci vuole una attitudine davvero particolare.

Io cucino da una quarantina d’anni ed insegno cose di cucina da dieci anche se a ben pensarci quando fai una carriera fra alberghi e ristoranti e arrivi alle posizioni più alte certamente stai insegnando qualcosa a qualcuno, ovvero a coloro della tua partita o brigata che è più giovane ed inesperto di te. E’ normale ed è giusto che sia così.
Ma di queste cose seguendomi vedrete che ne parlerò ancora molte volte ed in modo più approfondito.

Catturare l’attenzione e coltivare la curiosità.

Quando esci da una cucina e sali su un palco devi improvvisamente cambiare il modo in cui comunicherai le tue idee.
In una cucina si parla poco ed il linguaggio usato è spesso a spizzichi e bocconi, essenziale, tecnico, sbrigativo, tagliente è più fatto di gesti di sguardi di esempi pratici che di parola ed è sempre rivolto a colleghi che bene o male sono immersi nel tuo stesso mondo. Ci si capisce così.

Ma uscendo da questo mondo strano fatto di cuochi e di padelle fumanti se ne trova subito un’altro, più patinato, più educato, più “ignorante” di cose prettamente tecniche e teoriche di cucina, un mondo diverso ma curioso, ansioso, attento e stimolante.

Se in una brigata di cucina l’attenzione la ottieni prevalentemente con la tua autorità e posizione, la curiosità la si ha oppure no…

“Il mestiere del cuoco va rubato” dicevano i vecchi cuochi ed era vero… anche perché non erano assolutamente disposti a regalarti il loro sapere, la loro esperienza tanto faticata in anni di gavetta e diciamocelo, erano anche un po’ stronzi.

Al di fuori di una brigata di cucina l’attenzione la ottieni con più fatica e fai ancor più fatica a mantenerla elevata e di qualità.

La curiosità invece va stimolata, accarezzata, piano piano fatta crescere, va coltivata
e tenuta viva ed attiva.

Se ci pensi non è cosa facile ma tuttavia fattibile, io ho imparato da solo e imparo tutt’ora perché ogni giorno ogni evento ogni lezione ogni servizio ogni allievo o cliente è sempre diverso da un altro quindi unico.

Pensaci,
tu come faresti?
Come fai?

Senza fretta ne parlerò attraverso episodi o storielle oppure aneddoti.

G.